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Bagnoregio

 
 

     

Posta sopra uno sperone che poggia su argille plioceniche, Bagnoregio è attorniata dalla valle dei Calanchi, prodotti dall'erosione degli agenti atmosferici e dal dilavamento privi di vegetazione, con ver­santi assai ripidi e soggetti a progressive modificazioni. Dal belvedere si spazia su questo insolito panorama su cui emerge Civita di Bagnoregio, "il paese che muore", che a seguito delle continue erosioni vede progressivamen­te ridursi il suo centro abitato, per i continui smottamenti. In mezzo si scorge la borgata di Mercatello.

In passato, dieci porte consentivano l'accesso a Bagnoregio, oggi ne rimangono due, fra cui Porta Albana, costruita in pietra basaltina, nel 1590, su disegno attribuito al Vignola. Nei pressi è stata edi­ficata la chiesetta di S. Bonaventura, una costruzione dalla facciata neoclassica, a croce greca, su progetto attri­buito al Bramante. Sempre attribuito al Bramante è il bei campanile della chiesa della SS. Annunziata o di S. Agostino, la cui primitiva struttura romanica risale all'XI sec., tra­sformata in forme gotiche nel sec. XIV, con successivi rifaci­menti baroccheggianti.

Nell'interno, gotico ad una navata con tetto a capriata, si conservano affreschi di scuola senese del XIV e XV secolo. Attiguo alla chiesa è il semina­rio vescovile con il chiostro in cotto, realizzato nel 1524 su disegno di Michele Sanmicheli. La cattedrale,  dedicata a S. Nicola, fu edificata nel 1581 sull'area precedentemente occupata dalla chiesa della Madonna della Neve risalente al 440. Ampliata nel 1779, conserva al suo interno una preziosa Bibbia del XIII secolo, in pergamena decorata con miniature, che si ritiene appar­tenesse a S.Bonaventura e un reliquiario, il Santo Braccio, del XV sec., che racchiude le ossa del braccio destro del Santo. Il centro ha origini etrusche, come attestano i numerosi reperti archeologici della zona e le tombe diffuse nel territo­rio, fra cui la celebre Grotta di S. Bonaventura, utilizzata dal Santo per raccogliersi in pre­ghiera. Secondo alcuni studio­si, in epoca romana era ubica­to in questa zona un grandio­so complesso termale, di cui attualmente non rimane alcun segno, denominato Balneum regis. Bagnoregio era sede vescovile nel VII sec. a.C., subì la dominazione dei Goti e suc­cessivamente dei Longobardi. Nel 788 consegnato alla Chiesa da Carlo Magno che l'aveva conquistato, quindi fu feudo dei Monaldeschi, ma intorno alla metà del XII sec. Bagnoregio, allora denominata Rota, riuscì ad acquisire l'au­tonomia comunale duramente contrastata dai Comuni vicini, e soprattutto dalla Chiesa che, per mano del Cardinale Albornoz, nel 1354, lo reincorporò nel Patrimonio.

Fra le calamità che colpiro­no la comunità bagnorese, oltre alla terribile peste del 1348, vi furono due catastrofi­ci terremoti, quello del 1695 e il successivo, nel 1764, che provocò, oltre ai rovinosi crolli degli edifici, la frana che fece sprofondare l'unica strada di collegamento fra Bagnoregio e Civita. Il Comune di Bagnoregio comprende anche i cen­tri di Civita di Bagnoregio, Castel Cellesi, Mercatello, Ponzano e, Vetriolo. L'economia di Bagnoregio, in passato prevalentemente basata sull'agricoltura, vede oggi in espansione il settore industriale, soprattutto colle­gato all'estrazione e alla lavo­razione della basaltina. È tutt'ora in attività una fornace che, sfruttando l'ottima argilla locale, produce, con l'antica tecnica di fabbricazione arti­gianale, i laterizi.

Fra le manifestazioni signifi­cative, si annovera la sagra delle sagre, che si tiene nella prima domenica di settembre, e la suggestiva processione del Venerdì Santo. Il Sacro Rito della Processione del Venerdì Santo ha origini molto antiche; mantiene il suo fulcro intorno al Crocifisso quattro­centesco, ritenuto miracoloso dalla popolazione. Frequenti sono le iniziative culturali che si svolgono a Bagnoregio che, fra l'altro, è sede del Centro Studi Bonaventuriani, voluto dallo scrittore Bonaventura Tecchi, che ha sede nei locali rispar­miati dal terremoto, dell'antico convento francescano in gran­de parte sprofondato nella val­lata sottostante. Nella vicina Civita vengono annualmente organizzate la "Tonna", corsa di asini con fantino nel mese di giugno, il "Civit'Arte" e il tradizionale Presepe vivente.

 

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Cartina (E-3)

 

Luoghi da visitare

 

Porta Albana.

E’ realizzata in pietra basaltina su disegno attribuito al Vignola.

  

Tempietto di S. Bonaventura.

Posto in alto, sulla destra di porta Albana, è edificato a croce greca e a cupola, è attribuito al Bramante e, si dice sia stato costruito con le pietre della casa di San Bonaventura (1221 -1274) che nacque a Civita di Bagnoregio.

  

Cattedrale.

Sorge sull'area di una antica chie­sa, eretta nel V sec., dedicata alla Madonna del­la neve. L'attuale tempio, edificato nel XVI sec., è dedicato a S. Nicola. Vi sono conservate alcu­ne opere d'arte tra cui: una Bibbia del XIII sec., un dipinto del Vanni, una teca argentea nella qua­le sono conservate le ossa del braccio destro di S. Bonaventura.

  

Chiesa di S. Agostino.

Chiesa romanico-gotica con rifacimenti barocchi, ha annesso campanile attribuito al Bramante. All'interno si conservano affreschi e tavole di scuola senese del XIV e XV sec. e resti di affreschi del viterbese d'Avanzarano. Nell'adiacente convento due pregevoli tavole quattrocentesche.

 

 

 

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