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Piccolo
paese ai piedi dei Cimini, dista da Viterbo circa 37 km.. Ha un territorio di
natura tufacea in parte coltivato, in parte boscoso, famoso per la sua acqua
minerale-carbonica, nota fin dal
l'antica Roma, conosciuta col nome di "Acqua di Nepi".
Si presume che Nepi abbia
avuto origine circa tredici secoli prima di Cristo ma comunque fu città
etrusca, fondata molti secoli prima di Roma; fu successivamente un avamposto dei
Romani a guardia degli Etruschi. Nel VI sec. fu invasa dai Barbari e, attraverso
mille vicende, fu dominio degli Anguillara, degli Orsini, dei Colonna, degli
Sforza, dei Borgia. Nel 1649 Nepi passò definitivamente sotto il dominio
della Chiesa.
La
presenza dei Farnese nella storia di Nepi è attestata dalle molte opere di
Antonio da Sangallo il Giovane. Fra tutte, gli imponenti bastioni costruiti a
difesa dell'abitato per volere del Duca Pier Luigi. Il territorio, poi,
attraversato dalla via Amerina, è ricco di suggestive memorie storiche: le
Necropoli etrusco-romane, i resti dell'Anfiteatro e delle Terme dei Gracchi, le
Catacombe di Santa Savinilla. Escursioni guidate, anche a cavallo, permettono di
visitare il territorio tutto l'anno.
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Duomo.
Di origine romanica, completamente rifatto nell'800, è
preceduto da un portico a tre archi. L'interno è a cinque navate con
presbiterio sopraelevato, nell'altare maggiore troviamo un sarcofago di scuola
berniniana, due pregevoli tavole del 1400 di anonimo e un trittico di Giulio
Romano del 1500. Maestosa la cripta dell' XI sec. a nove navate divise da
colonnine.
Palazzo
Comunale.
Delia fine del XVI sec., è stato disegnato dai Vignola e
ultimato con elementi di stile barocco. Si conservano, sotto il portico,
alcuni reperti di epoca romana.
Rocca.
Ricostruita da Sangallo il Vecchio per conto dei Borgia, sul
luogo dove sorgeva un antico castello, è fornita di poderose torri e da mura
fatte costruire da Pier Luigi Farnese. Vi soggiornò a lungo Lucrezia Borgia.
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